Perché compostare (anche se hai solo un balcone)
L'umido che conferiamo nella raccolta va trattato in impianti industriali: camion, trasporto, energia. Il compostaggio domestico salta tutta la filiera: gli scarti non escono nemmeno di casa e tornano a essere quello che sono sempre stati — nutrimento per il suolo.
I benefici concreti: meno sacchetti di umido da portare giù (e meno sacchetti comprati), terriccio e fertilizzante gratuiti per le tue piante, e in molti comuni italiani una riduzione della TARI dal 10 al 30% per chi dichiara di compostare. Sì: puoi essere pagato per fare compost.
Il test del sottobosco: un compost sano non puzza — profuma di terra di bosco dopo la pioggia. Se senti cattivo odore, non è "normale": è il segnale che manca ossigeno o materiale secco. La soluzione richiede due minuti: mescolare e aggiungere cartone spezzettato.
I tre metodi per chi vive in appartamento
1. Compostiera da balcone classica
Un contenitore areato da 30-80 litri dove alterni scarti umidi e materiale secco. È il metodo più semplice ed economico (esistono anche versioni fai-da-te partendo da un bidone forato). Tempo: 4-6 mesi. Ideale per chi produce scarti in quantità normale e ha un angolo di balcone riparato.
2. Vermicompostiera (con i lombrichi)
Vassoi sovrapposti abitati da lombrichi rossi che mangiano gli scarti e producono humus di lombrico, il fertilizzante naturale più pregiato che esista. È più veloce (2-3 mesi), compatta e praticamente inodore, ma i lombrichi vanno protetti da gelo e sole diretto e non amano agrumi e cipolle in quantità.
3. Bokashi (fermentazione giapponese)
Un secchio ermetico dove gli scarti — inclusi quelli cotti — fermentano grazie a microrganismi attivati dalla crusca bokashi. In 2-4 settimane produce un pre-compost da interrare in vaso o giardino, più un liquido che diluito è un ottimo fertilizzante. Perfetto per chi ha pochissimo spazio: sta sotto il lavello.
| Metodo | Spazio | Tempo | Costo iniziale |
|---|---|---|---|
| Compostiera da balcone | un angolo del balcone | 4-6 mesi | 30-80€ (o fai-da-te) |
| Vermicompostiera | 50×50 cm circa | 2-3 mesi | 60-120€ (lombrichi inclusi) |
| Bokashi | sotto il lavello | 2-4 settimane* | 40-70€ + crusca |
* Il bokashi produce un pre-compost fermentato che va poi maturato nel terreno per qualche settimana.
Cosa mettere (e cosa no)
- Sì: bucce e scarti di frutta e verdura, fondi di caffè con il filtro, bustine di tè (senza graffetta), gusci d'uovo sminuzzati, fiori appassiti, foglie secche, cartone non stampato e rotoli di carta spezzettati.
- Con moderazione: agrumi e cipolle (acidificano, i lombrichi li evitano), pane raffermo (attira insetti se in superficie).
- No: carne, pesce, latticini, cibi cotti e conditi, oli e grassi, lettiere di animali, materiale "compostabile" industriale come stoviglie bio (si degradano solo negli impianti).
La regola d'oro: verde + marrone
Tutto il compostaggio si regge su un equilibrio: per ogni secchiello di scarti umidi "verdi" (ricchi di azoto) serve più o meno lo stesso volume di materiale secco "marrone" (ricco di carbonio): cartone, foglie secche, paglia. Il verde nutre, il marrone dà struttura e aria. Il 90% dei problemi — odori, moscerini, poltiglia — nasce dal dimenticare il marrone.
Come iniziare questo weekend
- Scegli l'angolo giusto: ombreggiato d'estate, riparato dal gelo d'inverno, sollevato da terra per drenare.
- Prepara il fondo: uno strato di materiale secco grossolano (rametti, cartone) per far circolare l'aria.
- Tieni una scorta di "marrone": una scatola di cartone spezzettato accanto alla compostiera rende l'abitudine automatica.
- Sminuzza gli scarti: pezzi piccoli = decomposizione veloce. Un colpo di coltello in più dimezza i tempi.
- Mescola una volta a settimana e controlla l'umidità: il materiale deve essere umido come una spugna strizzata, mai fradicio.
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